Quando in un'azienda si valuta un nuovo software che tratterà fatture, contratti, documenti di identità o dati fiscali, prima o poi arriva sul tavolo del responsabile IT o del CISO una richiesta di security review.
È un passaggio che molti fornitori temono, perché espone in fretta la differenza tra un prodotto costruito pensando alla sicurezza fin dall'inizio, e uno che l'ha aggiunta in un secondo momento.
Un IT manager che ha attraversato questo processo con diversi fornitori racconta sempre la stessa dinamica: la demo commerciale è sempre convincente, ma quando arrivano le domande tecniche — dove sono ospitati i dati, per quanto tempo vengono conservati, se vengono usati per addestrare modelli condivisi con altri clienti — le risposte iniziano a diventare vaghe.
"Ce lo facciamo dire dal team tecnico e vi rispondiamo" è una frase che, sentita durante una security review, è già un segnale.
Questo articolo raccoglie le domande che qualunque responsabile IT dovrebbe porre a un fornitore IDP prima di firmare un contratto — e le risposte che RIV4 offre su ciascuna.
Un IDP per definizione tratta documenti aziendali sensibili: fatture con dati fiscali, contratti, documenti di identità, estratti conto, certificati. Le conseguenze di una gestione superficiale non sono astratte:
Per questo motivo, la sicurezza va verificata con la stessa attenzione riservata alla funzionalità del prodotto — anzi, prima.
Con RIV4, no. Nessun training sui dati del cliente: i documenti aziendali non vengono utilizzati per addestrare modelli condivisi con altri utenti della piattaforma.
RIV4 si appoggia su infrastruttura Azure, con crittografia dei dati sia in transito che a riposo.
AES-256 per i dati archiviati, TLS 1.2+ per la trasmissione — gli standard richiesti per proteggere dati sensibili sia dal furto che dall'intercettazione durante il transito.
La retention è configurabile in base alle esigenze del cliente: da 30 giorni fino a pochi minuti, se il requisito aziendale è di non conservare copie dei documenti oltre il tempo strettamente necessario all'elaborazione.
Sì, in modo nativo — non come un adattamento successivo. La conformità GDPR è parte dell'architettura della piattaforma, non un livello aggiunto sopra un prodotto pensato diversamente.
Infrastruttura Azure, con conformità a standard riconosciuti come ISO 27001 e SOC 1/2/3 — documentazione disponibile fin dalle prime fasi della valutazione, non dopo settimane di richieste.
RIV4 tratta ogni giorno documenti sensibili per settori dove la tolleranza all'errore o alla fuga di dati è pressoché nulla: F24, CU, dichiarazioni fiscali, estratti conto, contratti mutuo, documenti di identità, verbali di approvazione FIDI nel settore bancario e assicurativo.
In questi contesti, RIV4 garantisce un'accuratezza superiore al 99%, oltre alla piena conformità GDPR e all'assenza di training sui dati dei clienti.
Questo approccio riflette uno dei quattro pilastri su cui è costruita l'intera piattaforma:
Una domanda che raramente viene posta, ma che vale la pena includere in ogni security review: "Se decido di interrompere il contratto, riesco a esportare tutti i miei dati in formato aperto, senza dipendere da voi per l'estrazione?"
Con RIV4 la risposta è sì — standard aperti e dati sempre esportabili, senza vendor lock-in tecnico sui propri documenti e sulle proprie configurazioni.
Tra le aziende che hanno superato la propria security review con RIV4: Leonardo, Porsche, Randstad, CRAI, Drivalia, STEF, Lechler.
Se il prossimo passo nella tua valutazione è una security review, il modo più rapido per affrontarla è farlo con la documentazione già pronta, non da costruire su richiesta.
Prenota una demo di RIV4 e richiedi al nostro team la documentazione tecnica su infrastruttura, certificazioni e conformità GDPR.