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RIV4 e la sicurezza dei dati: cosa chiedere sempre a un fornitore IDP prima di firmare

Stefano Benci
Stefano Benci

Quando in un'azienda si valuta un nuovo software che tratterà fatture, contratti, documenti di identità o dati fiscali, prima o poi arriva sul tavolo del responsabile IT o del CISO una richiesta di security review.

È un passaggio che molti fornitori temono, perché espone in fretta la differenza tra un prodotto costruito pensando alla sicurezza fin dall'inizio, e uno che l'ha aggiunta in un secondo momento.

Un IT manager che ha attraversato questo processo con diversi fornitori racconta sempre la stessa dinamica: la demo commerciale è sempre convincente, ma quando arrivano le domande tecniche — dove sono ospitati i dati, per quanto tempo vengono conservati, se vengono usati per addestrare modelli condivisi con altri clienti — le risposte iniziano a diventare vaghe.

"Ce lo facciamo dire dal team tecnico e vi rispondiamo" è una frase che, sentita durante una security review, è già un segnale.

Questo articolo raccoglie le domande che qualunque responsabile IT dovrebbe porre a un fornitore IDP prima di firmare un contratto — e le risposte che RIV4 offre su ciascuna.

Perché la sicurezza è un requisito, non un optional, in un IDP

Un IDP per definizione tratta documenti aziendali sensibili: fatture con dati fiscali, contratti, documenti di identità, estratti conto, certificati. Le conseguenze di una gestione superficiale non sono astratte:

  • Esposizione normativa — documenti fiscali o dati personali trattati senza conformità GDPR espongono l'azienda a rischi legali concreti
  • Rischio di fuga di dati sensibili verso terze parti, se il fornitore usa i documenti del cliente per addestrare modelli condivisi con altri utenti
  • Perdita di controllo sulla retention — non sapere per quanto tempo i propri documenti restano archiviati sui sistemi del fornitore
  • Vulnerabilità nella trasmissione — dati in transito senza crittografia adeguata sono esposti a intercettazione

Per questo motivo, la sicurezza va verificata con la stessa attenzione riservata alla funzionalità del prodotto — anzi, prima.

Le domande da fare (e le risposte di RIV4)

"I nostri documenti vengono usati per addestrare i vostri modelli AI?"

Con RIV4, no. Nessun training sui dati del cliente: i documenti aziendali non vengono utilizzati per addestrare modelli condivisi con altri utenti della piattaforma.

"Dove sono ospitati i dati, e con quale infrastruttura?"

RIV4 si appoggia su infrastruttura Azure, con crittografia dei dati sia in transito che a riposo.

"Che standard di crittografia utilizzate?"

AES-256 per i dati archiviati, TLS 1.2+ per la trasmissione — gli standard richiesti per proteggere dati sensibili sia dal furto che dall'intercettazione durante il transito.

"Per quanto tempo conservate i nostri documenti?"

La retention è configurabile in base alle esigenze del cliente: da 30 giorni fino a pochi minuti, se il requisito aziendale è di non conservare copie dei documenti oltre il tempo strettamente necessario all'elaborazione.

"Siete conformi al GDPR?"

Sì, in modo nativo — non come un adattamento successivo. La conformità GDPR è parte dell'architettura della piattaforma, non un livello aggiunto sopra un prodotto pensato diversamente.

"Che certificazioni avete?"

Infrastruttura Azure, con conformità a standard riconosciuti come ISO 27001 e SOC 1/2/3 — documentazione disponibile fin dalle prime fasi della valutazione, non dopo settimane di richieste.

Perché questo livello di garanzie è parte del posizionamento di RIV4, non un dettaglio tecnico

RIV4 tratta ogni giorno documenti sensibili per settori dove la tolleranza all'errore o alla fuga di dati è pressoché nulla: F24, CU, dichiarazioni fiscali, estratti conto, contratti mutuo, documenti di identità, verbali di approvazione FIDI nel settore bancario e assicurativo.

In questi contesti, RIV4 garantisce un'accuratezza superiore al 99%, oltre alla piena conformità GDPR e all'assenza di training sui dati dei clienti.

Questo approccio riflette uno dei quattro pilastri su cui è costruita l'intera piattaforma:

  • Completezza del processo — non un estrattore isolato, ma una piattaforma end-to-end
  • Zero training, zero template — operatività rapida senza compromettere la sicurezza
  • Business logic integrata — le regole operative restano dentro un ambiente controllato, non disperse tra sistemi esterni
  • Sicurezza e conformità GDPR native — non aggiunte, ma parte dell'architettura fin dall'inizio

Un dettaglio che vale la pena verificare sempre

Una domanda che raramente viene posta, ma che vale la pena includere in ogni security review: "Se decido di interrompere il contratto, riesco a esportare tutti i miei dati in formato aperto, senza dipendere da voi per l'estrazione?"

Con RIV4 la risposta è sì — standard aperti e dati sempre esportabili, senza vendor lock-in tecnico sui propri documenti e sulle proprie configurazioni.

I numeri dietro l'affidabilità di RIV4

  • Meno dell'1% il tasso di errore, contro il 7-10% del data entry manuale
  • 10 milioni+ di documenti processati ogni anno, inclusi documenti sensibili in ambito bancario, assicurativo e fiscale
  • 200+ implementazioni attive, in 24 settori diversi
  • Infrastruttura Azure, con conformità ISO 27001, SOC 1/2/3 e GDPR nativa

Tra le aziende che hanno superato la propria security review con RIV4: Leonardo, Porsche, Randstad, CRAI, Drivalia, STEF, Lechler.

Il prossimo passo

Se il prossimo passo nella tua valutazione è una security review, il modo più rapido per affrontarla è farlo con la documentazione già pronta, non da costruire su richiesta.

Prenota una demo di RIV4 e richiedi al nostro team la documentazione tecnica su infrastruttura, certificazioni e conformità GDPR.

 

 

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